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UN ALTRO SGUARDO – Per un cinema non indifferente
Giovedì 14 Maggio 2026
👉 ore 18:00 -
incontro con il regista Francois-Xavier Doucret, in dialogo con don Vitaliano della Sala
👉 ore 20:00 – Aperitivo/cena
👉 ore 20.45 –
proiezione del film Il Vangelo della Rivoluzione
(Francia,
2024, 120’), diretto da Francois-Xavier Doucret.
“Quando do da mangiare a un povero mi chiamano santo, ma
quando chiedo perché i poveri non hanno cibo, allora mi chiamano comunista”.
Le parole di Monsignor Helder Camàra, per oltre vent’anni vescovo di Recife in
Brasile, sono il cuore del documentario “l’Evangile de la revolution” di
Francois-Xavier Doucret. Il film ci immerge nella Teologia della Liberazione, il
movimento che, a partire dalla fine degli anni Sessanta in America Latina, ha
cercato di conciliare il messaggio cristiano con l’impegno politico radicale
contro l’ingiustizia sociale. Per l’America Latina erano gli anni della guerra
fredda tra gli Stati Uniti e l’Unione Sovietica, quelli dei regimi militari che
si imposero un po’ dappertutto e quelli di una gerarchia ecclesiastica che
scelse di schierarsi a fianco di questi regimi in nome della lotta al comunismo,
mostrandosi indulgente, quando non complice coi loro crimini. Il primo a
parlare di “teologia della liberazione” fu Gustavo Gutiérrez recentemente
scomparso. Nel luglio del 1968, in una
piccola città del Perú, la definì “un tentativo di interpretare la fede a
partire dalla prassi storica concreta, sovversiva e liberatrice, dei poveri di
questo mondo, delle classi oppresse, dei gruppi etnici disprezzati, delle
culture emarginate”. Attraverso immagini di archivio e interviste attuali, il
regista ricostruisce la genealogia di una resistenza che riconosce il povero
come soggetto attivo della propria liberazione, muovendosi tra le esperienze
cruciali di El Salvador, Nicaragua, Brasile e Messico. Il documentario
ripercorre con precisione anche la stagione delle condanne: tra gli anni
Ottanta e Novanta, la Congregazione per la Dottrina della Fede – guidata
dall’allora cardinale Joseph Ratzinger sotto il pontificato di Giovanni Paolo
II – bollò la Teologia della Liberazione come una deviazione ideologica che
aveva ridotto il messaggio cristiano a un’analisi puramente sociologica della
lotta di classe svuotandolo dalla sua dimensione trascendente. L’Évangile de
la Révolution non ha una forma rivoluzionaria e non vuole convincere
nessuno: è un mix di interviste, riprese dal vivo e immagini d’archivio
sapientemente montate per mostrare una storia che è stata sepolta, ma che
invita a riflettere su quanto oggi la critica radicale ai meccanismi di
accumulazione del capitalismo che divora risorse e diritti sia più che mai una
necessità di sopravvivenza.
(Mariangela)
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